San Salvatore 7 - San Pietro

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RUBRICA: 5 MINUTI DI PERFETTA LETIZIA

SAN SALVATORE DA HORTA
Appuntamento bisettimanale con la storia del “Pellegrino di Dio”
7° PUNTATA
Totalmente preso dallo Spirito di Dio
Nella cronaca che ci è giunta leggiamo che Salvatore nell’episodio della “cucina degli Angeli” [3° puntata di questa rubrica], rimase assorto in preghiera per tutta la notte e per tutta la mattinata seguente. Si delineava quello che sarebbe stato il suo carisma caratteristico, quello francescano: lo spirito della santa orazione e devozione, che comporta l’essere distolti dalla preoccupazione del sé, per essere rivolti continuamente al Volto di Dio. Spirito di orazione al quale – aggiungerebbe San Francesco – tutte le altre cose temporali devono servire (FF 88). È quella gioia, l’impegno e , anche, la fatica della preghiera prolungata.
Spesso la fatica fisica del pregare può anche far cedere alla sonnolenza un corpo; che, come tale, resterebbe esso stesso in adorazione. Sì, il corpo in adorazione. Un cuore puro, mite e povero, non si fa problema e rimane fedele a questo pregare in modo semplice. Del resto, il pregare non è uno stratagemma, per quanto pio, per ingraziarsi Dio ma è un incontro reale con il Padre Celeste: un incontro “oltre” con Dio che ti conosce, ti ama, ti aspetta, ti vede, ti sente, ti accoglie, ti sostiene, ti salva e ti libera. Se credi in semplicità – se ci credi davvero, se sei costante in qeusti momenti di preghiera, come per un appuntamento d’amore personale – allora Egli agisce su di te, con te, per te, nel Suo tempo e nei Suoi modi.
È la preghiera che ha fatto di San Salvatore il grande taumaturgo che lo Spirito ha dato alla Chiesa in quel tempo e per ogni tempo. Di lui si potrebbe dire – con le parole usate da Tommaso da Celano per descrivere San Francesco d’Assisi -: “Non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente” (FF 682).
Della preghiera Salvatore ha goduto l’espressione più semplice, consegnando ogni giornata, giorno dopo giorno, al Signore. La sua giornata aveva sempre inizio con la Confessione sacramentale, con la Santa Messa e con la Comunione (l’incontro con Gesù Eucarestia). La preghiera del mattino era, come dovrebbe essere per ogni cristiano, il ringraziamento a Dio per il dono della fede, che è frutto della resurrezione di Cristo, Risorto all’alba, di buon mattino, che “precede l’aurora”; è un dono di sensibilità che viene dall’alto per il cristiano dal cuore semplice.
Salvatore sapeva, per dono dell’Altissimo,  ciò che i teologi esprimono in forme meno semplici.
“Secondo l’Antico Testamento il giorno inizia dalla sera e finisce con il tramonto del giorno dopo. È il giorno dell’attesa. Il giorno della comunità neotestamentaria inizia invece al sorger del sole, e finisce quanto spunta la luce di un nuovo mattino. È il tempo della Risurrezione del Signore, fu di prima mattina che Cristo risorse glorioso dalla tomba”.
Iniziata così, la giornata si sviluppa accompagnata dal Signore, ed il nostro “fare” di ogni giorno sarà sempre un fare con Dio, irrobustito dall’energia dell’Alba Eucaristica.
Ogni buon credente sa che nell’affanno del quotidiano può puntualmente rinvigorirsi con una sosta riposante di preghiera e organizza quei tempi di solitudine e di silenzio che gli procurano dall’Alto la gioia della conversione con Dio e l’infinita pace concessa all’uomo interiore.
Di San Salvatore conosciamo un luogo da lui amato, soprattutto negli anni di Horta, e ancora oggi ricordato: la “Grotta di Fra Salvatore”, un piccolo eremo sopra il convento. Qui Salvatore si rifugiava, soprattutto nelle ore notturne; qui conversava con il Signore Crocifisso, con la B.V. Maria e con l’apostolo San Paolo, verso il nutriva una devozione particolare. È nella preghiera che il fuoco dello Spirito Santo fonde le anime, le rigenera, le fa nuove.
La forza taumaturgica era in tutto il suo essere – corpo, anima, gesto, mano, sguardo, sorriso – visibilmente avvolto dallo Spirito del Dio Vivente, ed accompagnato di continuo dal suo pensare semplice, dalla sua devozione alla Madre di Dio; la devozione a Gesù e alla Madre di Dio era in lui istintiva.
8° PUNTATA  (potrai leggerla il 4/5/2016)
SAN SALVATORE DA HORTA: Chiamato alla “perfetta letizia
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