San Pietro

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RUBRICA: 5 MINUTI DI PERFETTA LETIZIA
 
 
 
SAN SALVATORE DA HORTA
 
Appuntamento bisettimanale con la storia del “Pellegrino di Dio”
 
 
3° PUNTATA
 
 
Chiamato alla “perfetta letizia”
 
San Salvatore professò la Regola dei Frati Minori nel mese di maggio del 1542. L’anno del Noviziato era stato un anno assolutamente sereno. Il giovanissimo frate aveva incantato la comunità con la sua amabilità di uomo semplice, dolce e remissivo. I confratelli contemporanei del “processo canonico” lo testimoniano: “Salvatore era tanto semplice e di così pura vita che pareva uomo astratto dal mondo, che non sapeva far altro che servire il Signore”.
 
 
Il primo miracolo
 
Ma proprio durante l’anno di noviziato accadde un fatto così straordinario che sarebbe stato un “segno” di ciò che, nel progetto di Dio sul suo servo San Salvatore, avrebbe caratterizzato tutta la vita di lui come un singolare mistero: uomo di Dio costretto, fra la moltitudine dei suoi miracoli e la difficoltà della comunità dei frati, specialmente nelle persone dei superiori, a comprendere e accettare che fosse il Dito di Dio, cioè lo Spirito del Signore, a forgiare una nuova figura di santo: assolutamente semplice e semplicemente straordinario.
 
Nel giorno della Festa della Circoncisione, festa del Nome di Gesù, festa del convento, il pranzo dei frati doveva essere un gran pranzo per i signori della città, invitati, secondo la tradizione, a condividere con i frati il banchetto festivo. Salvatore, giovane novizio, poteva scegliere fra molti incarichi, tutti proporzionati al limite della sua cultura. Non sapendo né leggere e né scrivere, poteva servir molto bene come ortolano, calzolaio, sagrestano, cuoco e vice-cuoco. Proprio come vice-cuoco, avrebbe dovuto, in quel giorno, essendosi improvvisamente ammalato il fratello cuoco titolare, preparare lui il grande pranzo.
 
Per prepararsi a far bene il proprio dovere, Salvatore volle trattenersi per un momento di preghiera. Preso subito dal mistero della presenza di Dio, dimenticò l’impegno della cucina. Al suono della campana, che chiamava i frati e grandi signori ospiti di lusso a banchetto, nulla era pronto. Al padre superiore costernato e inviperito, che aveva deciso d’impeto di rimandare subito al mondo il novizio negligente, veniva a offrirsi, invece, all’aprirsi delle porte del refettorio, uno spettacolo incredibile: il pranzo era pronto: “un pranzo ottimamente preparato”, dicono le fonti storiche. Il buon Dio aveva provveduto. Per cominciare a far comprendere ai frati che razza di nuovo santo avevano accolto in convento: uomo infinitamente semplice, perso nelle cose del Cielo, che delegava gli angeli per le cose della terra.
 
Il miracolo fu una sorpresa per lo stesso Fra Salvatore – un miracolo “a sua insaputa”, un “fatto personale” di Dio – e certamente mise in crisi le categorie di giudizio dei frati.
 
Da quale parte stava il buon Dio?
 
 
 
4° PUNTATA  (potrai leggerla il 1/3/2016)
 
SAN SALVATORE DA HORTA: Chiamato alla “perfetta letizia”
 
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