San Pietro

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La letizia francescana...


SAN SALVATORE DA HORTA
 
Appuntamento bisettimanale con la storia del “Pellegrino di Dio”
 
 

1° PUNTATA

 
 
San Salvatore nasce a Santa Coloma de Farnes nel 1520 in Spagna nella regione della Catalogna e nel 1565 viene in Sardegna, allora Provincia Francescana dei Frati Minori. Preceduto dalla fama di straordinaria santità, entra da subito nella storia della fede, della spiritualità e della devozione, totale, sicura e semplice, dell’isola sarda.
 
Muore a Cagliari nel 1567 nel Convento di Santa Maria di Gesù, da allora, il suo Corpo, ha subito dolorose vicissitudini per l’imperversare di guerre su Cagliari. Ultima ed attuale sede, è la Chiesa di Santa Rosalia sempre nel capoluogo isolano. Dall’anno (1938) della sua canonizzazione, è offerto alla devozione dei fedeli in un’urna di bronzo, nel presbiterio e sotto l’altare della Chiesa, divenuta ormai Santuario di San Salvatore da Horta.
 
 
Scelto tra i poveri
 
Delle sue origini umili e povere si sa poco e niente neanche il giorno preciso della sua nascita, la tradizione ci indica solo l’anno ed il mese (Dicembre). Solo dai testimoni interpellati in occasione del processo canonico, appena trent’anni dalla sua morte, conosciamo il cognome della famiglia, Grionesos, originari di Grions. Ma la storia di questo grande santo è colma di ricchezze spirituali ed i primi segni profetici non tardano ad annunciarsi già in giovane età, costretto con la famiglia a trasferirsi nei locali di un vicino ospedale dove Salvatore ed i genitori ebbero l’opportunità di guadagnare qualche soldo svolgendo servizi per gli ospiti ricoverati. In casa d’altri, in un ambiente di povertà, si forma il Santo Salvatore; i genitori ebbero l’incarico, tanta era la fiducia riposta dall’amministrazione su di loro, di dirigere l’ospedale che assicurerà alla famiglia quel modesto sussidio per andare avanti. Quando anni più tardi Salvatore farà ritorno a casa sarà ben felice di sentirsi riconosciuto e salutato come il “Figlio dell’ospedale”, in fin dei conti quel luogo è stato per lui un ambiente carico di tenerezza, ideale per la sua crescita e quella della sorellina, Blasia.
 
 
Il pellegrino di Dio
 
Da uomo semplice, povero e pieno di speranza, pensò che una più evoluta grande città potesse essergli più utile del piccolo paese di Santa Coloma. Dopo la morte dei genitori, coraggiosamente fiducioso fece il salto e con la sorella Blasia partì per Barcellona dove li accolse la famiglia di un modesto artigiano, che lo istradò allo stesso suo mestiere di calzolaio. Salvatore, adolescente, imparò ben volentieri il mestiere, potendo cosi provvedere alla sorellina. La provvidenza del buon Dio, intanto, faceva il suo corso, in attesa di bussare al cuore di questo giovane che si avvicinava ai vent’anni. Dopo il matrimonio della sorellina con un pio e onesto commerciante, Salvatore, ancora molto giovane, continuava a coltivare quella devozione alla Madonna che gli era stata trasmessa dai suoi genitori, e cosi che egli si fece sempre più vicino a quel piccolo simulacro della “Moreneta”, la Madonna Nera, tanto cara ai catalani, e venerata nel santuario di Monserrat. Salvatore, salito al santuario, venne accolto dai monaci benedettini, dove si rese disponibile ad ogni servizio: dalle ore in portineria, all’accoglienza dei visitatori, al livello alto della suggestiva liturgia monastica. La sua felicità era completata dal poter contemplare la sua Moreneta così da vicino e di onorarla, con il servizio, nei suoi santi monaci. Spesso si ritirava a pregare da solo, davanti a Lei.

 
 
 
2^ PUNTATA  (potrai leggerla il 02/02/2016)
 
SAN SALVATORE DA HORTA: LA VOCAZIONE, MISTERO SEMPLICE
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