Messaggio 9 - 151214 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 
9° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 15.12.2014
 

 
Bentornato/a caro/a amico/a!
 
E’ arrivato il momento di tirare le prime somme e dare una risposta ai tanti “casini” che quotidianamente ti trovi a vivere; allora, oggi, chiediamoci come si arriva concretamente alla pienezza?
 
Questo 9° incontro metterà ordine nel cuore e nella mente, negli incontri precedenti abbiamo assistito a diverse storie di sofferenza passate ed attuali… oggi invece ti presenterò un uomo normale quasi mediocre ma che ha lasciato operare Dio nella Sua vita, il suo nome è Iabez.
 
Vedi la bellezza e la concretezza della Parola di Dio sta proprio nel fatto che Lui ha operato grandi cose in persone che sono passate prima di te sulle difficoltà che tu quotidianamente ti trovi a vivere. Dio che è nostro Padre conosce la tua storia e se ne cura in prima persona cosi come fece con tutti quei personaggi biblici che stiamo conoscendo insieme, passo dopo passo… allora non sentirti spaventato/a perché siamo tutti sulla stessa esperienza spirituale.
 
Sai, ti confido, vedere che in tanti secoli passati, ed oggi ancora, altri come me e peggio di me o migliori di me, hanno vissuto situazioni di disagio e difficoltà e che a queste situazioni Dio ha dato risposta, sempre, mi rincuora e mi fa sentire forte che non sono solo, allora mi dico sempre che: “Dio sa ciò che fa”.
 
Iabez ha vissuto questa esperienza di abbandono totale nelle mani del Signore. Devi sapere che il suo nome significava “partorito con dolore”… pensa tu, le cose si mettono male fin dalla nascita si potrebbe dire; questo ragazzo però ha vissuto un’esperienza di predilezione, Dio l’ha scelto per riferire al popolo che c’è un solo Dio. Aveva il compito di essere strumento… come te! Anche tu nel vivere la tua quotidianità e nell’essere ciò che sei dovresti portare felicità; un marito dovrebbe farlo con la moglie (e viceversa), un sacerdote con i fedeli a lui affidatigli, un padre/madre con i figli, un politico con la cittadinanza che è chiamato a servire, un amico/a con i suoi coetanei ecc. insomma tutti siamo chiamati ad essere un dono, un canale di felicità per l’altro.
 
Questo personaggio biblico, questo giovane imparò a dire ed elevare la sua personalissima preghiera che recita cosi: “
Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire
”.
 
Sai cosa fece Dio, gli concesse quanto aveva chiesto.
 
E’ la tua personale preghiera, quella che nasce dal tuo cuore che il Signore aspetta… ma andiamo con ordine, ormai sai bene che nessuna parola è a caso nella Bibbia, allora che cosa vuol dire Iabez con la sua preghiera?
 
 
“ALLARGA I MIEI CONFINI”: il Signore ti mette alla prova per purificarti ma nel farlo Lui vive con te ogni istante, è in relazione intima con te e quando sei in intimità con qualcuno ti puoi sentire libero di aprire il tuo cuore. Questo giovane ha il coraggio di esporsi e presentare a Dio il suo progetto di vita.
 
E qui entriamo in crisi… quante volte diciamo “sia fatta la tua volontà” ma teniamo taciuto quello che realmente sentiamo e vogliamo, così quel che davvero vogliamo dire è: “sia fatta la tua volontà secondo quello che io, Signore, voglio”… ecco qui il “dio macchinetta automatica”: noi mettiamo il gettone (la nostra preghiera) e pretendiamo che venga giù la risposta imposta da noi al Signore.
 
Vedi, vivi male quando fuggi dall’oggi, fermati e chiedi a Dio ora di entrare nel tuo oggi e manifestarsi con potenza senza mettergli limiti.
 
Allora al “dio macchinetta automatica” accompagniamo il “dio so tutto io”, sai tu quello che è giusto per te? Per questo non ricevi le risposte e spesso non vivi le numerose grazie che Dio ha preparate per te perché è il tuo orgoglio a non darti la possibilità di invocare con semplicità ed abbandono Dio; così, quando pensi di aver ragione rendi sterile il tuo rapporto con Lui.
 
Iabez dice: “allarga i miei confini” ma sono confini indefiniti, lui lascia libero il Signore di agire e compiere la sua volontà. Quando tu chiedi a Dio di liberarti da un’afflizione in realtà, se sei onesto/a con te stesso/a, stai chiedendo di liberarti dal dolore ma questo ha un valore educativo enorme… nell’accettarlo comprendiamo chi siamo e come abbiamo vissuto fino a quel momento ma ci viene data anche la grazia di scegliere di essere persone migliori e di valore.
 
Vorrei che ti prendessi un attimo di tempo per riflettere su due aspetti della tua preghiera…
 
A) Che cosa chiedi tu a Dio?
 
B) Tu ti metti nella prospettiva di accogliere la risposta di Dio alla tua preghiera?
 
…prenditi qualche minuto per pensare alle risposte…
 
Vedi, Iabez chiese un qualcosa che gli permise di uscire da se stesso, di togliere i paraocchi e vedere ciò che non funzionava nella sua vita; forse tu sei muto?!… Non sai chiedere cose grandi e cioè non sai chiedere l’imprevedibile, tu chiedi secondo i tuoi schemi e calcoli per questo la tua preghiera non tuona! Non smuove le montagne! Vuoi fare tu, vuoi decidere tu e Dio deve eseguire.
 
Deciditi ora, deciditi per una vita di valore e fallo iniziando a fermare, a consegnare la convinzione di sapere ciò che è giusto per la tua vita e peggio ancora per la vita degli altri, esci da te stesso (allarga i tuoi confini).
 
Guardiamo ancora alle modalità che Iabez attua nella sua preghiera:
 
La sua preghiera esprime una richiesta di “sapienza” ed “intelligenza” cioè chiede a Dio di dare sapore buono alla sua vita, il sapore di Dio e contemporaneamente desidera guardare la sua quotidianità in maniera profonda.
 
Questo ragazzo non è speciale ma ha fatto esperienza della sua debolezza cioè ha preso coscienza che da solo non era in grado vivere felice.
 
 
“BENEDICIMI, TI PREGO”: voleva fortemente l’abbondanza della Grazia di Dio… era disposto a lasciarsi stupire senza limiti. Spesso viviamo una vita sregolata, senza limiti in senso negativo e di questi ne diventiamo schiavi. Molti cristiani pregano Dio ma poi si dimenticano di Lui, a che serve?
 
Chiedi a Dio di donarti la grazia di essere una persona misericordiosa.. Ma alla prima persona che ti taglia la strada, ti rivolgi con parole dure e ti arrabbi, oppure chiedi comprensione in ciò che succede nella tua vita, e questo è buono, ma se qualcuno tocca veramente ciò che ti sta a cuore diventi uno spietato persecutore, non riesci ad essere comprensivo… a questi esempi aggiungi quelli della tua vita.
 
Tanti fallimenti li viviamo perché alla risposta di Dio noi perdiamo tempo, troviamo scuse e facciamo finta di non sapere cosa è giusto fare.
 
Lasciarsi stupire da Dio significa pregare chiedendo una benedizione abbondante che vada oltre i confini di ciò che ci aspettiamo o pensiamo sia giusto, ciò significa che ci dobbiamo chiedere che cosa Dio farebbe al nostro posto, come si comporterebbe Lui.
 
Torniamo al nostro amico Iabez, questo ragazzo non si perde d’animo, il suo nome significherà anche “partorito con dolore” ma è intenzionato a non soccombere a quello che gli altri dicono di lui, a ciò che anche l’evidenza dice di lui… vuole con forza la benedizione di Dio e ne vuole essere lo strumento.
 
Ha un disagio ma non si accontenta, dichiara al Signore di aver bisogno di Lui, di aver bisogno che Lui gli parli; e come se dicesse: “Dio, sono Iabez, ho bisogno, sono confuso ma so che tu puoi aiutarmi…entra ora nella mia vita, entra nel mio quotidiano ed attrezzami affinché io possa affrontarlo”.
 
Iabez fu molto concreto, chiese a Dio qualcosa di grande ma lo fece mettendosi in gioco.
 
 
“SIA LA TUA MANO CON ME”: fratello/sorella è arrivato il momento di fare un altro passo, dai un nome ai tuoi confini poiché devi prendere coscienza della loro presenza altrimenti non potrai superare qualcosa che ignori.
 
Il tuo quotidiano deve diventare un luogo di benedizione per te e gli altri, Iabez prega dicendo: “Sia la Tua mano con me” perché vuole che Dio sia la sua guida, cosciente del fatto che da solo non può farcela e cosi autorizza Dio a condurre la sua vita.
 
Allora caro amico/a sii serio/a, deciditi per Dio, ora; Lui sarà fedele e prenderà seriamente la tua richiesta di aiuto, sii concreto/a e mettiti in cammino portando avanti come priorità la tua relazione con il Signore.
 
Sii saggio, scegli il bene e mettiti nella condizione di ricevere la Grazia di Dio poiché se vivi il male, genererai solo male.
 
 
Allora possiamo affermare che Dio è fedele e sta con te ma tu stai con Lui? Perché, vedi, se tu non stai con Lui come può preservarti dal male… stare con Lui significa fare scelte.
 
Iabez fece la scelta di non subire più il suo presente, voleva un presente che fosse benedizione e si affidò a Dio e Lui accolse la sua preghiera, ha creduto e lasciato che l’Onnipotente stendesse la Sua mano su di lui.
 
Nel concludere questo nostro “incontro” credo che Gesù voglia darti un messaggio e il contenuto è colmo di benedizione e speranza per la tua vita; sei prezioso/a e la tua vita non è da buttar via ma è necessario farne un capolavoro, prendi in mano il tuo oggi e lascia che Dio lo trasformi in un luogo di benedizione e pace.
 
Ora insieme a te e per te preghiamo con la stessa preghiera di Iabez, se Dio rispose a lui lo farà anche con noi…ricorda: Lui sa ciò che fa.
 
 
“Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire”
 
 
Salute e pace.

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