Messaggio 8 - 011214 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 

8° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 1.12.2014
 

 
Salute e pace caro/a amico/a!
 
Eccoci giunti al nostro ottavo incontro che capita proprio all’inizio del periodo di Avvento e direi che non  a caso lo Spirito Santo ci fa giungere ora a questo punto. Questo tempo liturgico ci chiede di incamminarci alla ricerca della luce del mondo che è Gesù ed è proprio del rapporto tra luce e buio che vorrei meditare con te in questo nostro “dialogo virtuale”
 
Ti voglio presentare un personaggio biblico la cui vita ci racconta un’ulteriore storia concreta che ci parla di uno stato di emarginazione continua; prima di addentrarci in questo episodio vorrei che andassi a leggere il passo che ci è presentato dall’Evangelista Giovanni  nel suo Vangelo e che trovi al capitolo 9 versetti 1 – 41.
 
Quello che ci viene illustrato è l’episodio di un uomo cieco dalla nascita che da sempre ha vissuto una condizione squalificante, infatti puoi immaginare cosa possa voler dire vivere un tale disagio; ci si trova a dover dipendere dagli altri ed a non poter più sperimentare quell’intimità ed autonomia propria di chi è indipendente.
 
Questo è il racconto che ci apre gli occhi sul mondo dell’Evangelizzazione, un luogo dove incontri persone diverse immerse nella propria vita che però sono alla ricerca di una luce nuova.
 
Ognuno di noi si costruisce intorno a se la propria ambientazione, il proprio habitus sociale (a seconda di dove ti trovi o di chi frequenti indossi l’abito che più ti fa rendere accetto a quella fetta di mondo), il proprio modo di vivere cosi che nelle nostre cecità noi ci culliamo, ci troviamo bene e di conseguenza ci accomodiamo.
 
Il cieco nato, di cui ci racconta S.Giovanni, era li per chiedere l’elemosina e non si sarebbe mai aspettato di poter incontrare un uomo che gli potesse cambiare la vita, non si sarebbe mai sognato di incontrare Gesù.
 
Chissà quante volte si sarà chiesto: “ Perché proprio a me”? “Come mai”? “Che ho fatto di male per meritarmi questo”?
 
Vedi, una situazione di disagio può portarci a dimenticare di aver incontrato Dio e di conseguenza l’unica parola che resta è quella umana.
 
Gesù interviene con autorità nella vita di quest’uomo, lo guarisce completamente dalla cecità e ti fa comprendere che Lui solo può vincere il tuo disagio, Lui solo può scardinare le logiche del mondo (ricordi che dicono le persone del cieco? Umanamente ricercano la causa della malattia nel peccato suo o della sua famiglia)… il Signore rompe gli schemi del mondo e quasi sembra volerci dire attraverso questo passo: “Strappa quell’agendina che ti sei fatto/a  sulla tua vita
 
Allora c’è un tempo nuovo che sei chiamato a vivere perché se incontri Gesù non puoi più essere lo stesso; il cieco incontra Gesù e torna a vedere. Il tuo incontro con il Signore  è vero se non sarai più tale e quale a prima.
 
Come ci siamo detti molte volte, nessuna parola scritta nella Bibbia è li per caso; soffermiamoci sul gesto forte dello “sputare per terra e con la mistura di fango/saliva vengono ricoperti gli occhi”; il cieco rappresenta un uomo che viveva nel dolore, la sua condizione era quella di colui che non si rende conto di ciò che gli succede intorno, era totalmente ripiegato su se stesso. Tutto ciò non gli permetteva di vedere una strada nuova, non c’era speranza per lui.
 
L’azione che Gesù compie dello spalmare è in realtà resa in greco dal verbo “ungere”… questo è un brano battesimale e di conseguenza ci indica una rinascita a vita nuova.
 
Ora ti chiedo di fermarti un attimo, prova ad immaginare cosa deve aver provato quell’uomo.
 
L’esperienza che stai piano piano  facendo è quella della novità, è quella di un  cambiamento radicale che il Signore ti chiede perché la tua vita sia permeata da quella Luce che illumina la notte più nera. Ecco che è necessario non vivere più il compromesso, il famoso 50 e 50.
 
Nel nostro percorso verso la gioia, lo scegliere una vita nuova, lo scegliere Gesù si può tradurre solo in un’azione concreta che è quella di un modo nuovo di vivere, di parlare, di pensare e di agire.
 
Quando la tua vita cambia non dipendi più da te stesso ma da Colui che ti ha rinnovato, il Cristo di Dio.
 
Prima di concludere il nostro “incontro virtuale” vorrei illustrarti quelli che sono gli impedimenti di un cristiano, quelle che sono le cecità di un uomo/donna che vive la fede che noi identifichiamo con “I 7 vizi capitali” e cioè con quelle inclinazioni e disposizioni ad accogliere il vizio morale (accettare un’abitudine deviante) e comportamentale (lasciare che quell’abitudine diventi routine nella nostra vita).
 
Il vizio intacca l’anima cioè ti segna nella tua parte più profonda rendendoti schiavo.
 
1)    Superbia, l’uomo che vive questo vizio ostenta sicurezza, è convinto di essere quello che pensa di sé. Fa di tutto per evitare le delusioni, cercando di               accattivarsi la simpatia degli altri. Questa è una persona che ha paura di riconoscersi debole;

2)    Accidia, si concretizza in un atteggiamento indolente ed indifferente. Ben volentieri la persona vive nell’ozio e nell’errore; pur essendo cosciente che sta sbagliando continua a vivere la sua vita convincendosi che prima o poi ne potrà uscire. L’accidioso è colui che non sa prendere una decisione, rimandando scelte che comporteranno gravi conseguenze nella sua vita;

3)   Lussuria, chi vive questa condizione si lascia rapire dalla fantasia, tutti i suoi rapporti sono finalizzati ad un ritorno che deve procurare un piacere fisico e dei sensi. Cosi la persona che vive questo vizio è schiava non ha più una libertà nel rapportarsi alle persone anzi esse diventano una dipendenza cosi come lo è l’alcool per un alcolista;

4)   Ira, diventa vizio quando si vive un’estrema suscettibilità; essa porta le persone a modificare il carattere, non permette più di vedere la realtà con semplicità;

5)   Gola, è il riflesso di un disagio più profondo. Ti porta a non avere dei limiti e non riesci più a capire che ci sono dei punti nella vita. Ad esempio porta a non riuscire mai ad accontentarsi;

6)   Invidia, ecco che in questo vizio la felicità altrui è sempre fonte di frustrazione; questa condizione porta a fare cose orribili e non permette alla persona di realizzarsi nella vita. L’invidioso tende a sminuire continuamente i traguardi degli altri;

7)   Avarizia, non intendiamola solo sul piano economico ma anche su quello affettivo-relazionale. Esprime l’incapacità di condividere, l’avaro non riuscirà mai a dare un abbraccio, a dimostrare affetto ma saprà solo prendere e trattenere. Ecco che questa è la condizione di chi fagocita la vita degli altri, l’avaro ti incastra.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Allora abbiamo parlato delle situazioni che ci rendono cechi ma Gesù ci dice e ci indica chiaramente come uscirne, come poter riacquistare la vista e vedere la luce:
 
 
1)  E’ necessario un’incontro finalizzato a conoscere (ricordi nella catechesi n°6, confronto con un altro; lo stesso che fece l’emorroissa e il cieco nato);
 
 
2)  Il primo punto è realizzabile se ti interessi alla Parola di Dio che parla alla tua vita e ti dispone all’ascolto e all’apertura alla vita;
 
 
3)  Assumere un atteggiamento concreto e cioè vivere con Fede, questo ti porterà a far affidamento su Cristo. Non temere, riconosciti bisognoso ed appoggiati a Gesù. Vedi, la fede è un dono ma devi scegliere di accettarlo.
 
 
4)  Lascia le tue sicurezze, quelle costruite da te e lascia le tue paure…ricorda dove c’è paura non c’è fede! Sei chiamato ad una vita segnata dalla Luce, se hai conosciuto Gesù le tue parole, i tuoi pensieri e i tuoi gesti trasmetteranno benedizione.
 
 
5)  Ridefinisci la tua vita, quante volte ti trovi a raccontare le tue sfortune… se sei un/a uomo/donna Salvato/a allora il tuo raccontarti deve essere colmo della gioia di chi è stato graziato, come per il cieco nato quando disse: “una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo”;
 
 
6)  Non accontentarti più di relazioni che non ti portano a nulla, abbi il coraggio di interrompere relazioni vecchie se è necessario;
 
 
7)  Questo è il punto più importante: Non temere, non dovrai affrontare la tua vita da solo …Gesù è con te.
 
 
 
Caro amico/a allora è giunto il momento di abbassare tutte le tue difese, non ne hai più bisogno…affidati, sei finalmente arrivato nel Porto Sicuro (Gesù), non hai più bisogno di combattere… lasciati ristorare, lasciati perdonare e lasciati rialzare.
 
Credi, credi, credi in Gesù Figlio di Dio e vedrai la Sua Gloria nella tua vita.
 
 
Salute e Pace.

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