Messaggio 6 - 171114 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 

6° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 17.11.2014

 
Eccoci giunti al nostro 6° incontro, sempre in cammino sulla via della libertà vera quella che Gesù ha guadagnato per ognuno di noi sulla Croce.
 
Oggi, sosteremo ancora sulla seconda Beatitudine, ricordi che dice? “Beati gli afflitti perché saranno consolati”; ci soffermeremo sul racconto di un altro incontro tra Gesù ed una donna, la quale ha vissuto una situazione estrema, di grande pericolo e forte disagio.
 
Prima di iniziare vorrei che tu andassi a leggere questa storia realmente accaduta… cerca: Marco 5, 25-34.
 
L’episodio che hai appena letto ci pone di fronte ad una situazione molto delicata, di grande paura  e terrore per la donna  che ne è protagonista ma nonostante questo quando ci si fida di Dio e ci si lascia guidare al di là degli schemi di vita consueti allora tutto concorre per il nostro bene.
 
Come hai potuto notare c’è una piccola co-protagonista di una storia che corre parallela a questa ed è la bimba di 12 anni; ecco, vorrei che facessi attenzione ai dettagli, il n° 12 ricorre in riferimento agli anni passati dalla donna con il problema dell’emorragia e sempre lo stesso numero è corrispondente all’età della bambina.
 
Andiamo avanti, l’Evangelista ci dice che Gesù sta camminando per andare dall’altra parte della riva del lago di Tiberiade. Quando nella Bibbia vedi scritto “andare dall’altra parte della riva” allora, amico/a, preparati…perché Dio sta per attuare un cambiamento di vita, sta per realizzare progetti di bene per i suoi figli.
 
Quindi Gesù è in movimento ed è stretto dalla folla, ecco un'altra parola importante; nel linguaggio biblico la folla indica non solo che ci sono diverse persone ma soprattutto che il messaggio è indirizzato a tutti.
 
Tra questi “tutti” ci sei anche tu, sei il 3° protagonista di questa storia che ha a che fare con la tua vita.
 
Abbiamo compreso, fino ad ora, che lamentarsi non serve a nulla e ci porta solo all’amarezza; il Vangelo ti dice, oggi,  che se tu non ti esponi in prima persona, prendendo in mano la tua situazione, nulla accadrà mai.
 
Allora è necessario avere il coraggio di mettersi in movimento il che significa dire, innanzitutto, “basta” alle nostre idee, alle nostre situazioni di vita distorte e alle nostre convinzioni che ci hanno portato solo ad essere più confusi ed a soffrire.
 
Un’altra cosa che è doveroso fare è mettersi di fronte ad una alterità e cioè esporsi ad un confronto con un altro diverso da me/ da te, con diversi punti di vista; questo ti aiuterà a metterti in crisi, ad interrogarti ed ad uscire da te stesso. Questo significherà per te, fermarti a comprenderti poiché spesso hai voluto risolvere i problemi ancor prima di capirli.
 
Ecco che la storia dell’emorroissa ci dice che è fondamentale mettersi in movimento, nell’afflizione è importante chiedere aiuto (il movimento = da te ad un altro) ma stai attento/a… chiedi aiuto in maniera mirata. Chi va a chiedere a Gesù, ha la consapevolezza del problema che vive e domanda cose concrete e non fantasie.
 
Nella storia vediamo una donna ed il padre della bambina che hanno il coraggio di dare importanza al tempo che gli è stato concesso, lo valorizzano a tal punto che rischieranno tutto, in quel momento preciso, ed oseranno chiedere l’impossibile… per gli uomini… ma nulla è impossibile a Dio e tutto è possibile in Colui che ci dà la forza; Addirittura la donna neanche chiederà, si getterà ai piedi per toccare un lembo del mantello, tanto aveva fede che le sarebbe bastato questo per guarire..e cosa succede? Gesù la guarisce per la sua fede.
 
Ritorniamo ora a quei dettagli che abbiamo visto qualche riga sopra; l’emorragia di sangue affliggeva questa creatura ormai da 12 anni, sappi che questo non è solo un problema fisico ma anche socio-esistenziale. Nel libro dell’antico testamento chiamato Levitico si dice che la donna che perde sangue è impura e quindi inavvicinabile, cioè non potendo accostarsi a Dio gli era negata anche l’opportunità di una relazione con i suoi amici, parenti ecc.
 
Questa donna vive un’afflizione profonda perché di quel problema ne è a conoscenza solo lei e Dio, la ragazza sa bene che se toccasse qualcuno lo renderebbe impuro. Pensa ora quanta solitudine, quanta disperazione erano nel cuore di quella donna… quella perdita di sangue simboleggiava lo scivolar via della sua vita… quanto terrore era nel suo cuore.
 
Lei sa che non può avvicinare un’altra persona e sa che non può stare di fronte a Dio, allora che fare? Come avresti risolto una situazione cosi? Pensa… che avresti fatto?
 
Conoscere il problema, dargli un nome e fidarsi di Dio questo ha fatto la differenza; Allora guarda il tuo problema ora, credi tu che Dio è più grande?
 
Forse stai dubitando… è normale amico/a ma ora ti voglio dire che cosa ha mosso la ragazza ad azzardare cosi tanto da toccare Gesù. Il Mantello e le sue frange indicavano e rappresentavano i precetti e la pienezza di Dio sulla terra; ecco perché quella donna ha pensato: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita” … hai capito?! Chi avesse toccato il mantello avrebbe toccato Dio, lei lo sapeva ed ha osato, ha creduto che questo l’avrebbe guarita e cosi fu.
 
Ancora meditiamo su questa perdita di sangue, abbiamo detto che simboleggia il perdere la vita ma vorrei aggiungere che ci mostra una persona che non tiene più sottocontrollo la sua esistenza, quante volte ti è capitato di sperimentare questa situazione: “niente va più bene”, “è un periodo che non so più cosa è giusto e cosa è sbagliato”, “sono confuso/a”, “mi sento apatico/a di fronte ad ogni cosa” ecc., di questi esempi potrei fartene a centinaia.
 
I medici non l’hanno guarita allora lei ha rischiato e si è affidata a Colui che solo poteva aiutarla: Gesù.
 
E tu a chi ti stai rivolgendo?
 
A te stesso/a?
 
Hai cercato di elaborare le tue strategie di salvezza?
 
Ti chiedi mai di fronte a chi ho fatto verità?
 
La protagonista del racconto compie dei gesti significativi: a) prende coscienza che per 12 anni nessuno le aveva risolto il problema e quindi aveva perso tempo e b) osa andare oltre ciò che l’evidenza diceva di lei: sei malata ed impura e così cerca Gesù.
 
Vedi, fratello/sorella, ci sono dei passi da fare nel cammino verso la felicità che Dio ha tracciato per noi e sicuramente oggi devi ammettere di essere in difficoltà, devi cercare un confronto e prendere coscienza che ti fa paura lasciare ciò che hai costruito in tanti anni... ma è necessario; Dio ha tutta l’intenzione di donarti un abito nuovo non ti accontentare di uno rattoppato che a breve dovrai rammendare ancora.
 
Non intestardirti su stili di vita controproducenti, esci dall’idea di essere il centro del mondo: “Lui/lei è fatto/a per me, ora è confuso/a, ha bisogno di tempo..ma prima o poi tornerà da me”  … che fai? Ti ho detto prima che devi chiedere cose concrete e non stare dietro alle fantasie… ricordi? Lascia andare ciò che tu pensi sia buono per te e rischia tutto affidando quel tuo futuro che ti sembra cosi incerto nelle mani di Gesù.
 
Non è disonorante ammettere di aver sbagliato soluzioni ai nostri svariati problemi, questi ultimi spesso soluzione non ne hanno.
 
Sai cosa ti chiedo oggi: “Abbi il coraggio di allungare la tua mano e toccare quel mantello, cioè guarda la tua vita con lenti nuove (non è tutto nero) c’è luce nei tuoi giorni, tu non sei il tuo errore ma sei un presente (un dono per te stesso e per  gli altri) ricco di opportunità”.
 
Tu cosa stai cercando? Dio o tutto e niente?
 
Chiedo allo Spirito Santo che oggi, nel Nome di Gesù, che ha guarito quella donna e riportato alla vita quella bambina, tu possa prendere coscienza dell’opportunità che ti viene data, ora non domani, e ti venga data, adesso, la forza di metterti in movimento per cambiare rotta e riprendere in mano la tua vita.
 
Che Dio ti conceda la grazia di cercare un nome, un volto, una storia da amare e da cui tu ti possa lasciar amare.
 
Questo è il senso di una vita di pienezza che si realizza solo ed esclusivamente attraverso una persona che porta il Nome attraverso cui ogni cosa è possibile: JESHUA – Dio Salva, Dio perdona, Dio Ama.
 
Salute e Pace.

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