Messaggio 5 - 101114 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 

5° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 10.11.2014

 
In questo  5° incontro, del nostro cammino verso la libertà, iniziamo a soffermarci sulla seconda Beatitudine: “ Beati gli afflitti perché saranno consolati”.
 
L’evangelista Matteo ci presenta un Gesù che sale su una montagna e parla alla folla che si era riunita per ascoltarlo; vorrei che ti fermassi un attimo a riflettere con me sul significato del “salire su una montagna”. Come sai, niente è lasciato al caso nella Parola di Dio, tutto ha un significato e vuole condurci alla comprensione piena della nostra identità di cristiani.
 
Allora la “montagna” diviene il luogo privilegiato dove si fa esperienza di Dio… diviene quel “luogo” dove possiamo guardarci allo specchio e da cui scendiamo trasformati.
 
Siamo convinti che per la nostra vita ci sia sempre bisogno di qualcosa di nuovo, non riusciamo mai a fermarci un attimo per riflettere, ricerchiamo sempre nuove approvazioni, nuovi pareri e neanche la Parola di Dio sembra bastarci... dopo qualche giorno non la sentiamo più efficace e ricerchiamo una nuova “profezia” che guidi la nostra vita.
 
Ma amico/a Dio non ragiona cosi, il Suo messaggio non funziona nella tua vita, forse, perché dentro di te non trova spazio. Nel tuo cuore la pienezza è data dai mille pensieri, esperienze, dalla tua storia di cui sei schiavo e tutto questo non ti da la felicità e non ti permette di fare scelte libere.
 
Ti starai domandando ma che cosa centra tutto questo con gli afflitti?
 
Vedi, gli afflitti di cui parla il Vangelo sono coloro che si ritrovano a fare i conti con una fatica… forse che aver camminato fino ad oggi con le ferite della tua storia, con le esperienze, con i dubbi non ti è costato fatica?
 
Continuiamo a riflettere sul significato della parola afflizione, per comprenderlo appieno dobbiamo rifarci all’antica lingua greca che lo traduceva con le parole “far lutto” ed indicava la condizione di morte fosse essa materiale o morale o che generasse angoscia o ancora sofferenza. Quindi sotto questo aspetto viene richiamata una condizione di vita sfavorevole.
 
L’afflizione genera afflizione; essa è portatrice di problemi ulteriori e non ti rende capace di essere una persona accogliente perché vivi i tuoi problemi come immensamente grandi rispetto a quelli degli altri.
 
Gesù ha ben chiaro cosa si intende per afflizione; ad esempio l’hanno provata i discepoli quando il Signore morì in Croce… perché? Loro si trovarono a vivere una chiusura, pensarono che le Parole a cui avevano creduto fossero andare perse, non avessero più quel valore eterno che avevano quando il loro Maestro era vivo ma, come sappiamo, tutto cambia quando Gesù risorge dai morti e si mostra ai suoi.
 
Avrai capito che il “lutto” si prova quando c’è qualcosa che ti viene a mancare; questo ti fa comprendere che l’afflizione è legata ad una relazione con quello che ti accade e genera una rottura dentro di noi (afflizione = ferita = relazione interrotta = frattura interna).
 
Fermati un momento… chiudi i tuoi occhi… fai silenzio dentro di te… ora chiediti: “quali sono le afflizioni che mi generano tristezza? ” …Hai sentito la risposta, vero…
 
Quell’afflizione che provi nel cuore ti deve condurre a fare i conti con una realtà che ti ha portato a sbagliare e cioè a peccare; sarai d’accordo con me se dico che spesso questi sbagli sono generati da noi stessi, certe situazioni le abbiamo volute  e consentite.
 
Vorrei portarti un altro esempio, se tra te e la tua/o fidanzata/o è finita è perché entrambi non avete generato vita, l’afflizione, come già detto, spesso ce la siamo procurata da soli. Quando tu chiedi vita ad una persona, debole come te, e appoggiandoti a lei/lui ricerchi la felicità non puoi che aspettarti che sofferenza, fatica… questa modalità relazionale non dà gioia ma dipendenza.
 
Il Vangelo non nasconde il dolore ma gli dà un nome, noi invece nascondiamo il dolore togliendolo dalla nostra vita pensiamo di averlo esorcizzato e cosi non sappiamo dargli un nome, non sappiamo affrontarlo e ne abbiamo paura.
 
Questa Beatitudine ti stà dicendo “dai un nome alla tua sofferenza e da questo fai una scelta nella tua vita”, se non vivi in pienezza allora dovrai iniziare a farlo… ora.
 
Se sei afflitto devi avere il coraggio di affrontare  il perché di questo peso o vuoi continuare a lamentarti? A dire che solo gli altri hanno tutte le fortune ed invece a te va tutto male? Ti ripeti parole come “passerà” ma ti do una notizia, non passerà affatto se non fai subito qualcosa, prendi coscienza che è necessario fare verità, fare pulizia.
 
Oggi Gesù ti chiede di “andare avanti”, è vero l’afflizione è pesante ma solo perché noi ci rimaniamo fin troppo; forse che Gesù è rimasto sulla Croce? No! … Lui è Risorto, è sceso dalla Croce, ha vinto la morte ed ha vinto l’afflizione… il peso l’ha portato Lui per te perché tu oggi avessi la forza, la Sua forza, di dire “voglio cambiare la mia vita”, “Gesù fa nuove tutte le cose in me”.
 
Abbi la capacità di cambiare, sei egoista? Dì basta a questo tuo egoismo; sei orgoglioso? Dì basta al tuo orgoglio; se non cambi quei problemi che vivi ora, si ripresenteranno sempre più forti.
 
Gesù è salito anche per te, perché tu non dubitassi nel momento della prova e non cadessi sotto un peso troppo pesante; Lui è morto per te, ha vinto la morte perché tu non ne avessi paura ed è risorto perché tu sappia che se vuoi, nel Suo Nome, oggi puoi rinascere da quell’afflizione, quel lutto, quel peso in cui ti trovi.
 
 


 
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