Messaggio 4 - 031114 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 
 

4° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 3.11.2014

 
Siamo arrivati al 4° incontro del nostro percorso, ti chiedo di fermarti un attimo con me a riflettere su una serie di domande o spesso, forse, dubbi che ognuno di noi si pone quotidianamente e cioè “sto camminando nella strada giusta?”, “Sto facendo la cosa giusta”, “Quale è lo scopo della mia vita?”; sicuramente caro amico/a avrai intuito che oggi parleremo della “ RICERCA DELLA FELICITA’ ” e come ormai ci siamo abituati a fare, usciremo da quello che sappiamo di noi stessi, dalla nostra esperienza personale, dal nostro bagaglio culturale/sociale facendoci aiutare da un altro personaggio biblico che prima di Te era alla ricerca di un qualcosa di duraturo che rendesse piena la sua vita:       la Samaritana.
 
L’esperienza che questa donna vive è straordinaria, una donna di cui non conosciamo il nome, l’evangelista Giovanni non lo menziona, ma che intesse con Gesù uno dei dialoghi più lunghi e ricchi di opportunità che danno una svolta alla nostra vita; Allora, sei pronto/a a cogliere i frutti che Gesù, oggi, ti vuole dare?
 
Il capitolo 4. 1 – 43 del Vangelo di Giovanni ha l’obiettivo di comunicare un messaggio chiaro: “nessun ostacolo è così grande da impedire a Dio di condurci ad una felicità piena”.
 
Questa è la cronaca di un incontro, che porta con se delle incongruenze… la prima, Gesù che parla con una donna… che male c’è forse ti stai chiedendo; vedi, a quel tempo, un Giudeo non avrebbe mai parlato con un Samaritano  (considerato un infedele), per di più un donna, samaritana! Infatti, per gli ebrei, l’uomo era superiore alla donna e il pensiero di quest’ultima non era neanche preso in considerazione.
 
Quel dialogo, ruppe tutti gli schemi sociali e religiosi del tempo.
 
Allora nella ricerca della felicità, c’è la necessità di rompere degli schemi che nella nostra vita ci rendono prigionieri, dipendenti da posizioni e logiche che non ci hanno portato a niente… questo è il caso del momento in cui ci diciamo/convinciamo che senza una determinata cosa non possiamo vivere, ex: “il sesso” senza il sesso non posso vivere, oppure “quella ragazza/o” senza di lei/lui la mia vita non ha senso, o ancora “i soldi” se il mio stipendio fosse più alto allora potrei progettare il mio matrimonio… esempi di questo tipo ce ne sono tanti, ora Gesù ti chiede di dare un nome a quegli schemi che ti bloccano che sono diventati delle fisse da cui dipendi.
 
Durante il dialogo, la samaritana fa, inizialmente, un elenco dei limiti che secondo i “suoi schemi” dovrebbero impedirle di parlare con l’uomo che ha davanti… I limiti sono castranti e nascono dalle tue paure, dai tuoi pregiudizi e dalle tue esperienze passate.
 
I limiti non ti fanno mettere in gioco, tu pensi di essere in un certo modo, forse sbagliato, e di non poter raggiungere la felicità… ma la novità, la straordinaria verità che in quel dialogo avvenuto 2000 anni fa, ci può rendere liberi è questa: Dio viene incontro a te, Gesù sta passando per quella strada accidentata (piena di paure, insicurezze, ferite, dubbi, dolore) in cui ti trovi adesso… Lui non sta cercando una persona diversa, sta cercando proprio te… quel viso, quegli occhi, quel nome…non un altro/a.
 
Lasciati trovare, oggi… fermati un attimo, pensa alla tua vita ora… guarda le verità della tua vita, la Samaritana lo fece quando Gesù le disse: “Chiama tuo marito”! … lei prende coscienza della miseria in cui viveva e decise di non nascondersi più.
 
Spesso cerchiamo la verità in una persona, in un ideale, in un rapporto, in un lavoro etc ma la verità è Gesù e non hai bisogno di guadagnarla, Lui ha scelto di lasciarsi trovare da te e donartela senza chiederti niente in cambio.
 
Viviamo costruiti da obiezioni: “io non sono degno”, “gli uomini/donne sono tutti uguali”, “i preti sono tutti uguali”, “in politica non ce nessuno onesto”; piano piano passa il tempo e noi non ci accorgiamo che siamo fermi.
 
Adesso Ti chiedo di fare una cosa, prova a tirare le somme della tua vita. Cosa hai fatto fino ad oggi, intendo di duraturo... Quale frutto ha portato la tua vita fino ad ora. Forse se ci pensi, stringi stringi, c’è un cuore affannato, stanco e arido.
 
La donna di cui ti ho parlato era al suo 5° marito quando Gesù le disse “Chiama tuo marito” ed ancora non aveva capito che il suo cuore era fatto per amare un uomo, con un volto, un nome che fosse per lei un dono e viceversa.
 
Lo so, fare passi nuovi, su strade non percorse prima costa, costa tanto, ma se tu vuoi essere una persona felice non puoi mettere più ostacoli alla relazione con l’altro… ad iniziare con Dio.
 
Il percorso che stiamo facendo, attraverso questa storia, ci costringe a portare alla luce una modalità di approccio all’altro: “quando dono qualcosa ad un altro, mi aspetto di riceverne il contraccambio”.
 
Vedi, se ricordi quello che ci siamo detti prima, a Dio non dobbiamo dargli niente, Lui non vuole nulla in cambio, ci ama gratuitamente e sa che noi non potremmo mai restituire ciò che ha preparato per tutti noi.
 
Un cammino di rinascita allora ha bisogno di basarsi su valori fondamentali:
 
a)     Custodisci la tua vita e quella altrui, in poche parole basta con le chiacchiere, inizierai a sperimentare una grande pace.
 
b)     Ancora, dai qualità alle tue relazioni, esse devono dare sapore alla tua vita; non riempirla di spazzatura, non portarti più sulle spalle relazioni fallimentari.
 
c)     Dai valore al tuo tempo! … è prezioso; quante volte rimandiamo le cose, poi, spesso, rimaniamo a bocca asciutta… il tempo fine a se stesso, quello che ci vede impegnati a fare tante cose è uguale ad un castello costruito sulla sabbia, Dio non ha bisogno di faccendieri (fai poche cose, falle bene).
 
Ti sei mai chiesto quale spessore hai, chi ti incontra cosa trova in te? Cosa hai da dare ad un/a ragazzo/a?.
 
 
La samaritana non si negò per quello che era e si lasciò condurre alla libertà, ecco che vorrei concludere questo nostro incontro “virtuale” suggerendoti delle modalità di vita che quando attuate ti conducono alla pienezza:
 
1)     Smettila di farti le paranoie, intendendo le fissazioni, la continua ricerca di quel di più che colma ciò che non sei etc.;
 
2)     Smettila di lamentarti;
 
3)     Smettila di voler avere sempre tutto sotto controllo, permetti a te stesso di essere imperfetto;
 
4)     Smettila di criticare, ti porterà a vivere una profonda solitudine ed infelicità;
 
5)     Stai sempre pronto al cambiamento, riscopri la meraviglia di lasciarti stupire;
 
6)     Smettila di voler sempre avere ragione;
 
7)     Smettila di etichettare tutto e tutti, questo nasconde una profonda insicurezza nella tua vita;
 
8)     Smettila di cercare un colpevole ad ogni tuo problema, ricorda che sei imperfetto e per questo che Dio ti ama, quando acquisirai questa consapevolezza inizierai a sperimentare una leggerezza che ti renderà sereno;
 
9)     Lascia andare il passato, riconciliati con esso, perdona chi ti ha fatto del male e lasciati perdonare da Dio… hai il diritto di essere felice, Gesù l’ha guadagnato per Te sulla Croce;
 
10) Smettila di giustificare te stesso sempre;
 
11) Smettila di aver paura di tutto, non continuare a pensare che la vita sia troppo difficile perché è il motivo per cui non hai mai neanche tentato di essere felice;
 
12) Smettila di impressionare gli altri: mi riferisco a tutte quelle volte che cerchiamo di attirare su di noi la pietà altrui facendo le vittime.
 
 
Concludendo, vorrei che ci lasciassimo con le stesse parole con cui finisce questo brano del Vangelo, il popolo disse: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che Questi è veramente il Salvatore del mondo», la donna diventerà discepola di Gesù, il suo passato non era cancellato ma fu riconciliato; lei non era più schiava ma donna libera e felice.
 
Puoi adorare Dio in Spirito e Verità se ti lascerai riconciliare con Dio senza veli, essendo te stesso con dignità… se ti stai ancora chiedendo che cosa vali agli occhi di Dio, sappi che il tuo valore è “Tutto il sangue di Gesù”.
 
Pace e Bene.


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