Messaggio 24 - 120915 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 

23° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 12.09.2015
 
 
 
 
Salute e pace caro/a fratello/sorella,
 
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”, ed è con questa promessa del Signore che ci siamo lasciati l’ultima volta (22° catechesi del 05.09.2015) in essa è  racchiusa la speranza di ogni cristiano, di ogni uomo… vedere Dio come Egli è!
 
Riprendiamo, allora, la nostra riflessione sul “puro” e “sull’impuro”, abbiamo detto che puro era colui che poteva accedere al culto e al contrario l’impuro ne era escluso; ma se dovessimo pensare all’immagine odierna del “culto” allora la prima cosa che ci verrebbe in mente è il Sacramento della Riconciliazione o come più comunemente è chiamato: la confessione.
 
Quante volte ci accostiamo a questo sacramento ma il nostro cuore ha un atteggiamento impuro, le nostre tendenze al male continuano ad andare avanti anche dopo aver ricevuto questa grazia salvifica di remissione dai peccati. Entriamo nel confessionale, parliamo con il sacerdote ma in realtà non ci sentiamo peccatori e non abbiamo il santo proposito di lasciare il nostro peccato, lo prendiamo alla leggera…non gli diamo il giusto peso.
 
Se ci soffermassimo un pochino su questo atteggiamento di “impurezza”  potremmo certamente notare che esso è legato al non stare bene con gli altri e al familiarizzare con condizioni di morte, le quali ci fanno stare nell’infelicità e non permettono la realizzazione piena dell’annuncio di grazia (và ti sono rimessi i tuoi peccati). Questo modus vivendi che scaturisce da uno stato dell’anima disequilibrato, ci porta ad acquisire uno stile di vita piatto che avrà come unico frutto la difficoltà a compiere la volontà di Dio.
 
Allora chiediamoci, quale è l’ostacolo alla felicità?
 
Sicuramente potremmo dire, la non limpidezza di cuore e di vita, la quale è data da turbamenti interni che ci legano e ci rendono schiavi.
 
Quante volte hai pensato che la vittoria sul male consistesse nell’assumere un atteggiamento di distruzione del tuo peccato, invece la via giusta è quella che porta a vincere con la consapevolezza di essere fragili ma pur sapendolo si continua ad andare avanti, perseverando, certi che la Misericordia di Dio ci rende vittoriosi; non per i miei meriti ma per i Tuoi Gesù io sono salvo.
 
Il puro di cuore sa che:
 
-          L’errore, accettato come tale e consegnato a Dio, è la via che porta ad una relazione più profonda con se stessi;
 
-          È povero;
 
-          L’imperfezione nella sua vita è la strada che lo conduce all’incontro con Dio ed il Suo amore.
 
 
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio,  vederLo significa vedere e sperimentare il paradiso attraverso il cuore di Dio stesso; ma allora ci verrebbe da chiederci ma come vede Dio la nostra vita?
 
Prima di rispondere vorrei ti soffermassi a leggere un piccolo brano della Bibbia:
 
 
Quando furono entrati, (Samuele) osservò Eliab e chiese: “È forse davanti al Signore il suo consacrato? ”. Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”. Iesse fece allora venire Abìnadab e lo presentò a Samuele, ma questi disse: “Nemmeno su costui cade la scelta del Signore”. Iesse fece passare Samma e quegli disse: “Nemmeno su costui cade la scelta del Signore”. Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”.Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani? ”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele ordinò a Iesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui! ”. (1Sam 12,6-10)
 
 
Ebbeni si, fratello/sorella, hai capito bene… Dio guarda il nostro cuore anche quando siamo nel peccato, il Signore guarda il cuore dei peccatori perché è per loro che ha mandato Gesù sulla terra, ed è per noi che siamo nel peccato e nella debolezza che Egli è venuto.
 
Ora poniamoci due domande:
 
1)      Cosa concorre al bene? – Tutto, soprattutto la difficoltà se questa è la porta per passare ad uno stato di vita più in comunione con Dio;
 
2)      Cosa non concorre al bene?  - Rimanere nel compromesso, esso è nemico della verità, della libertà e della carità fraterna.
 
 
Il puro di cuore ha unito il suo cuore a quello di Dio, ha scelto ed ha portato sofferenza farlo poiché la sua scelta passa per l’abbracciare la Croce, quando questo avviene allora il “cuore ama” e quando ama è unito a Dio.
 
Questo atteggiamento di purezza esclude dalla nostra vita l’egoismo e la ribellione, la quale ci rende inavvicinabili quando ci ribelliamo teniamo lontano tutti, anche Dio.
 
 
Chiediamo ancora alla Parola di Dio di venirci in aiuto per illuminarci ed andiamo a leggere un altro brano:
 
 
E l’Eterno gli rispose: "Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, e proclamerò il nome dell’Eterno davanti a te; e farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà". Disse ancora: "Tu non puoi veder la mia faccia, perché l’uomo non mi può vedere e vivere". E l’Eterno disse: "Ecco qui un luogo presso a me; tu starai su quel masso; e mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano, finché io sia passato; poi ritirerò la mano, e mi vedrai per di dietro; ma la mia faccia non si può vedere". (Es 33,19-23)
 
 
 
L’immagine di Dio non è una fantasia, infatti come Mosè anche noi abbiamo bisogno di vederlo; questa necessità si esprime con lo stare con Lui… tu quanta volontà/desiderio hai di fermarti con Dio, a tu per tu? Dio è verità nella tua vita?
 
Se Dio è verità nella tua vita Lo avrai sentito certamente dirti che “Tu vali”, vali tutto il sangue di Cristo”
 
Cosa ci impedisce di vedere Dio?
 
Certamente lo stato di imperfezione che ci impedisce di vederci per quel che siamo, cioè preziosi agli occhi del Signore; i desideri e i pensieri confusi sono contrari a Dio, quando pensiamo che non valiamo nulla o che tutto ci andrà sempre male ecc.
 
Il cuore è tutto di noi stessi, siamo invitati a custodirlo poiché nel Vangelo di Matteo al versetto 6,21, Gesù stesso ci dice: “dove è il tuo tesoro, lì è il tuo cuore” ed il nostro tesoro non può essere una persona, la quale non potrà mai darci una felicità eterna; il nostro tesoro può solo essere Dio, attraverso Lui possiamo amare noi stessi  e gli altri in modo completo e santo.
 
Vedi, impurezza e purezza si riferiscono alla nostra coscienza; se noi non ci educhiamo ad uno sguardo più profondo della realtà che viviamo allora ci lasceremo sfuggire tante cose. Lo sguardo profondo ha bisogno della fede e di un cuore schietto cioè che non butta più addosso agli altri le proprie infedeltà quotidiane.
 
 
Lasciamo la parola al nostro Papa:
 
 
. ...perché vedranno Dio
 
Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna risuona continuamente l’invito del Signore: «Cercate il mio volto!» (Sal 27,8). Allo stesso tempo ci dobbiamo sempre confrontare con la nostra povera condizione di peccatori. E’ quanto leggiamo per esempio nel Libro dei Salmi: «Chi potrà salire il monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro» (Sal 24,3-4). Ma non dobbiamo avere paura né scoraggiarci: nella Bibbia e nella storia di ognuno di noi vediamo che è sempre Dio che fa il primo passo. E’ Lui che ci purifica affinché possiamo essere ammessi alla sua presenza.
 
Il profeta Isaia, quando ricevette la chiamata del Signore a parlare nel suo nome, si spaventò e disse: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono» (Is 6,5). Eppure il Signore lo purificò, inviandogli un angelo che toccò la sua bocca e gli disse: «E’ scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato» (v. 7). Nel Nuovo Testamento, quando sul lago di Gennèsaret Gesù chiamò i suoi primi discepoli e compì il prodigio della pesca miracolosa, Simon Pietro cadde ai suoi piedi dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore» (Lc 5,8). La risposta non si fece aspettare: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (v. 10). E quando uno dei discepoli di Gesù gli chiese: «Signore, mostraci il Padre e ci basta», il Maestro rispose: «Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Gv 14,8-9).
 
L’invito del Signore a incontrarlo è rivolto perciò ad ognuno di voi, in qualsiasi luogo e situazione si trovi. Basta «prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 3). Siamo tutti peccatori, bisognosi di essere purificati dal Signore. Ma basta fare un piccolo passo verso Gesù per scoprire che Lui ci aspetta sempre con le braccia aperte, in particolare nel Sacramento della Riconciliazione, occasione privilegiata di incontro con la misericordia divina che purifica e ricrea i nostri cuori.
 
Sì, cari giovani, il Signore vuole incontrarci, lasciarsi “vedere” da noi. “E come?” – mi potrete domandare. Anche santa Teresa d’Avila, nata in Spagna proprio 500 anni fa, già da piccola diceva ai suoi genitori: «Voglio vedere Dio». Poi ha scoperto la via della preghiera come «un intimo rapporto di amicizia con Colui dal quale ci sentiamo amati» (Libro della vita, 8, 5). Per questo vi domando: voi pregate? Sapete che potete parlare con Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo, come si parla con un amico? E non un amico qualsiasi, ma il vostro migliore e più fidato amico! Provate a farlo, con semplicità. Scoprirete quello che un contadino di Ars diceva al santo Curato del suo paese: quando sono in preghiera davanti al Tabernacolo, «io lo guardo e lui mi guarda» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2715).
 
Ancora una volta vi invito a incontrare il Signore leggendo frequentemente la Sacra Scrittura. Se non avete ancora l’abitudine, iniziate dai Vangeli. Leggete ogni giorno un brano. Lasciate che la Parola di Dio parli ai vostri cuori, illumini i vostri passi (cfr Sal 119,105). Scoprirete che si può “vedere” Dio anche nel volto dei fratelli, specialmente quelli più dimenticati: i poveri, gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati (cfr Mt 25,31-46). Ne avete mai fatto esperienza? Cari giovani, per entrare nella logica del Regno di Dio bisogna riconoscersi poveri con i poveri. Un cuore puro è necessariamente anche un cuore spogliato, che sa abbassarsi e condividere la propria vita con i più bisognosi.
 
L’incontro con Dio nella preghiera, attraverso la lettura della Bibbia e nella vita fraterna vi aiuterà a conoscere meglio il Signore e voi stessi. Come accadde ai discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), la voce di Gesù farà ardere i vostri cuori e si apriranno i vostri occhi per riconoscere la sua presenza nella vostra storia, scoprendo così il progetto d’amore che Lui ha per la vostra vita.
 
Alcuni di voi sentono o sentiranno la chiamata del Signore al matrimonio, a formare una famiglia. Molti oggi pensano che questa vocazione sia “fuori moda”, ma non è vero! Proprio per questo motivo, l’intera Comunità ecclesiale sta vivendo un periodo speciale di riflessione sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Inoltre, vi invito a considerare la chiamata alla vita consacrata o al sacerdozio. Quanto è bello vedere giovani che abbracciano la vocazione di donarsi pienamente a Cristo e al servizio della sua Chiesa! Interrogatevi con animo puro e non abbiate paura di quello che Dio vi chiede! A partire dal vostro “sì” alla chiamata del Signore diventerete nuovi semi di speranza nella Chiesa e nella società. Non dimenticate: la volontà di Dio è la nostra felicità!
 
 
4. In cammino verso Cracovia
 
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). Cari giovani, come vedete, questa Beatitudine tocca molto da vicino la vostra esistenza ed è una garanzia della vostra felicità. Perciò vi ripeto ancora una volta: abbiate il coraggio di essere felici!
 
La Giornata Mondiale della Gioventù di quest’anno conduce all’ultima tappa del cammino di preparazione verso il prossimo grande appuntamento mondiale dei giovani a Cracovia, nel 2016. Proprio trent’anni fa san Giovanni Paolo II istituì nella Chiesa le Giornate Mondiali della Gioventù. Questo pellegrinaggio giovanile attraverso i continenti sotto la guida del Successore di Pietro è stata veramente un’iniziativa provvidenziale e profetica. Ringraziamo insieme il Signore per i preziosi frutti che essa ha portato nella vita di tanti giovani in tutto il pianeta! Quante scoperte importanti, soprattutto quella di Cristo Via, Verità e Vita, e della Chiesa come una grande e accogliente famiglia! Quanti cambiamenti di vita, quante scelte vocazionali sono scaturiti da questi raduni! Il santo Pontefice, Patrono delle GMG, interceda per il nostro pellegrinaggio verso la sua Cracovia. E lo sguardo materno della Beata Vergine Maria, la piena di grazia, tutta bella e tutta pura, ci accompagni in questo cammino.
 
Dal Vaticano, 31 gennaio 2015
 
 
 
Caro amico/a ricerca uno stato di vita più profondo cambiando il tuo sguardo sugli eventi che caratterizzano il tuo “oggi” e vedrai Dio, e nel vederlo ti sentirai invitato ad una felicità che non conosce fine.
 
 
 
 
Salute e pace.

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