Messaggio 20 - 160315 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 

20° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 16.03.2015
 
 
 
 
Bentornato caro/a amico/a,
 
Continuiamo il nostro percorso verso la felicità sostando ancora sulla 5° Beatitudine: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Matteo 5,7), la quale oggi ci illuminerà e ci porterà a comprendere come la Chiesa di Cristo sia ricca in Misericordia.
 
Abbiamo detto la volta scorsa che la morte di Gesù fa da mediazione tra noi ed il Padre ma anche che Cristo stesso ha accettato di sperimentare sulla sua carne i disagi del nostro peccato. Tutto questo perché il Signore voleva che la Sua Chiesa sperimentasse in maniera forte e profonda la Misericordia, ricevendola e condividendola per la salvezza e l’edificazione del Suo popolo.
 
Ti ho detto quale valenza ha il perdono nella nostra vita ma oggi vorrei dirti, a completamento del discorso, che l’esperienza della riconciliazione ristabilisce l’ordine nella nostra esistenza e ci fa prendere coscienza di ciò che siamo, dei nostri limiti, debolezze, mancanze, ecc.
 
Cercare il perdono ti rende capace di guardare gli altri con occhi diversi, e può derivare solo dalla volontà di essere libero dal proprio peccato.
 
Quali sono le caratteristiche del “Non Perdono”:
 
-          Il continuare a mantenere l’offesa ricevuta, essa si aggancia nel cuore e la proiettiamo su gli altri;
 
-          Il risentimento, conseguenza del primo punto, porta la persona  a stare sulla difensiva, genera una continua diffidenza che condizionerà pesantemente le nostre relazioni. È necessario distaccarsi da un passato giudicante, non è bene sostare troppo su ciò che ci ha fatto del male;
 
-          Il lasciare la ferita sempre viva, porta alla non libertà, ci fa rivivere continuamente la stessa esperienza anche semplicemente pensandoci, cosi il peccato si imprime in noi.
 
 
Questi tre aspetti appena descritti hanno bisogno di essere affrontati in un serio percorso di liberazione che porti a scrollare di dosso quella condizione di inquietudine che fa soffrire fino a generare la vendetta, questo è il momento in cui tutto in noi è tenebra; vedi, le tenebre si manifestano in molti modi, spesso non ci accorgiamo che  siamo immersi in esse allora succede che la persona aperta e socievole che eri si riscopra all’improvviso a cancellare dalla propria vita una o più persone, agendo cosi una vendetta… e si, fratello/sorella un peccato, una caduta che non accettiamo ci rende aggressivi, se non perdonato, un torto torna a galla e quando lo fa ha una forza distruttiva enorme. Alcuni peccati, poi, sono concatenati l’uno all’altro e ci portano a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri, verso la vita.
 
Allora è il momento di perdonare, oggi, ma soprattutto di ricevere il perdono, innanzitutto di Dio, poi di te stesso e successivamente degli altri. Lasciati riconciliare con la tua storia dal Sangue di Cristo che ha reso la Chiesa ricca IN Misericordia, è necessario che inizi un percorso che riporti ordine e silenzio, equilibrio e pace in tutti quegli episodi dolorosi che hai vissuto, questo è fondamentale per sbloccare la chiusura creata dal tuo meccanismo interno di difesa, è fondamentale affinché tu smetta di fuggire, di rivivere sempre le solite situazioni pensando che sei quasi “condannato/a”… non è cosi, Tu sei prezioso/a agli occhi di Dio e Lui è fiero di Te!
 
La nostra chiusura  si ripercuote sugli altri per questo è importante perdonare, per non far si che l’asprezza e la rabbia modellino la nostra vita, il nostro atteggiamento.
 
Ci sono peccati non affrontati che nel momento in cui si affrontano necessitano di un lungo periodo di guarigione, la calunnia, ad esempio, nasce da un non amarsi: “parli male degli altri perché pensi e parli male di te stesso/a”.
 
Ma, in tutto questo abbonda la Grazia di Dio, allora dovresti chiederti, oggi, che cosa ha operato in te la Sua Presenza, che cosa ha generato?
 
Se la tua risposta è “vita” vuol dire che sei rinato, sei guarito ma se invece la tua risposta non fosse questa allora potrebbe essere che ti stai lentamente ripiegando sul tuo peccato, fai bene attenzione, il peccato di cui ti parlo è quello che ha caratterizzato la tua storia, quello che ti porti dietro, che è sempre li. Allora è necessario andare a chiedersi che nome ha, infatti la guarigione inizia sempre dentro di noi.
 
Queste tipologie di esperienze di caduta spirituale che si caratterizzano per una ripetersi nel tempo, non cadono dal cielo anche se noi li viviamo come una condanna. È bene passare al vaglio la nostra “storia caratterizzata da queste esperienze” in modo tale da far si che lo Spirito di Dio possa agire in pienezza in noi riportandoci a vivere la nostra relazione con Dio e con gli altri in modo equilibrato e da persone libere.
 
Cosa devi fare allora?
 
Devi smascherare le false concezioni legate al peccato, come?:
 
1)      Innanzitutto, sfatiamo un luogo comune, perdonare non è dimenticare ma richiede, invece, la coscienza del perché perdoni, devi sentire/far tuo il motivo che ti porta a riaprirti alla persona che ti ha ferito affinché la tua memoria sia risanata;
 
2)      Perdonare non è negare, non si può far finta che una situazione di errore non sia esistita tanto meno la si può minimizzare;
 
3)      Perdonare genera il diritto alla vita;
 
4)      Perdonare non può portare una situazione di disequilibrio tra le parti, dove uno si prende il merito di questo gesto cosi altamente morale, no sbagliato! Perdonare porta equilibrio tra le persone, porta a far si che uno si prenda cura dell’altro;
 
5)      Il Perdonare ed il perdonarsi sono frutti della volontà di ritornare a Dio, questo cammino di grazia ti aiuta a valorizzare il tuo peccato, illuminandone la radice;
 
 
 
 
 
QUALE E’ IL PERCORSO GIUSTO?
 
Se le tenebre abbondano nel cuore di chi si vendica allora la luce abbonda nel cuore di chi perdona; quando perdoni ritorni a te stesso, ti vengono dati occhi nuovi per vedere la radice del tuo peccato e per guardare il tuo fratello, quest’ultimo viene riabilitato dalla grazia rinnovatrice che fluisce in te nel momento che dici il tuo “SI”  alla riconciliazione.
 
Perdonare è accogliere, innanzitutto te stesso, la tua debolezza, poi la grazia di Dio come unico strumento per la Salvezza.
 
Potrai conoscere la profondità dell’amore di Dio solo quando conoscerai, in te stesso,  la profondità del tuo peccato, il quale fa allontanare gli altri ma spinge Gesù a dare la vita per te.
 
Allora, in questo tempo forte che è la Quaresima, il mio augurio è che tu possa deciderti per la riconciliazione, che tu possa sperimentare la forza redentrice della Confessione, sperimentando cosi la quiete e la pace che derivano dal riposare semplicemente nelle braccia di Dio affinché tu possa essere guarito e riempito del Suo amore il quale ti darà la grazia di accogliere chi ti ha fatto del male, in quel giorno la tua felicità sarà piena e il tuo cuore traboccherà di gioia.
 
 
Salute e pace!

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