Messaggio 15 - 090215 - San Pietro

Vai ai contenuti

Menu principale:

Catechesi Boanerghes
 

15° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 9.02.2015
 
 
 
 
Ciao caro/a amico/a benvenuto!
 
Continuiamo il nostro cammino verso la felicità vera che oggi passa attraverso l’approfondimento della 4° Beatitudine: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati”.
 
Prima di tutto vorrei benedire Dio per te, fratello/sorella, perché sei ancora qui, perché stai scegliendo una vita nuova, ed è proprio di scelte che parleremo in questo nostro “incontro”.
 
Abbiamo detto, se ricordi, che la giustizia di Dio è fare la Sua volontà ma per molte persone questo è un motivo di ansia ed agitazione; compiere ciò che è bene per la nostra vita non è facile da comprendere, infatti questo genera uno stato d’animo non sereno.
 
Ci siamo anche soffermati sulla “fame” e sulla “sete”, due bisogni esistenziali che nel linguaggio Biblico richiamano la necessità di stare di fronte a Dio; è un bisogno che coinvolge un’intera esistenza e che mette in mostra quanto l’uomo cerchi continuamente l’unione con il divino. Ricordi l’immagine della cerva di cui abbiamo parlato (vedi sintesi 14°), questa indica la ricerca di un qualcosa di vitale per la nostra esistenza, cosi quando le abbiamo provate tutte, in preda alla disperazione (alla sete ed alla fame) sentiamo l’urgente necessità di cercare Dio. La fame e la sete esprimono un bisogno che si traduce nell’atto di dover compiere delle scelte.
 
Se ci pensiamo bene l’essere assetati e l’essere affamati non sono riconducibili solo al cibo o all’acqua ma spesso abbiamo sentito ed usiamo le espressioni “sete di denaro”, “sete di potere”, “fame d’amore” o “fame d’aria”, “sete di esperienze” ecc … anche queste sono necessità che guidano la nostra vita quotidiana e ci tolgono la serenità. Quando una persona è alla ricerca di amore spesso sbaglia perché il suo cercare è guidato da esperienze di superficie fatte da vissuti personali e vissuti di altri che portano inevitabilmente a trovare la soddisfazione in persone ed in luoghi sbagliati.
 
Quindi, se vuoi toglierti la sete e la fame, devi fare la volontà di Dio..solo così sarai saziato veramente oppure potremmo dire solo cosi la tua felicità sarà piena; allora oggi ti devi chiedere: “Cosa ti distoglie dal fare la volontà di Dio?”
 
Proviamo a vedere alcune dinamiche che in genere sviano da un percorso maturo:
 
-           quando non riusciamo a stare al nostro posto, ex: “sei fidanzato/a ma ti comporti come se non lo fossi”, “sei un dipendente ma vuoi fare il capo”, “sei un/a amico/a ma vuoi fare il confessore”, oppure “non sei sposato, non  sei fidanzato ma ricerchi brevi esperienze di fidanzamento istantaneo (avventure)”, tutto questo non ti appaga ma ti lascia un grande senso di amarezza e solitudine;
 
-          quando non riusciamo a stare nel tempo della nostra vita: sia esso un tempo di gioia, o di tristezza, di prova, o di discernimento in tutti questi “tempi” siamo chiamati a sostare, invece non viviamo il presente e ci proiettiamo al futuro e questo modo di comportarci ci fa pagare un duro prezzo quello del diventare uomini/donne inaffidabili, sempre di corsa e senza concretezza.
 
Gesù ci indica un modello vero e concreto, il cristiano è colui che vive la quotidianità stando in essa e scoprendo la volontà di Dio nei tempi della sua vita e nel posto in cui si trova.
 
I cristiani invece che si lasciano distogliere, nelle modalità che ti ho indicato, non riusciranno a mettere radici, vagheranno come mendicanti in cerca di amore, riposo, riparo ecc.
 
S.Paolo parlando alla comunità dei Corinzi dice: “L’amore di Cristo ci spinge” (2Cor 15,14): ed è proprio cosi, godiamo pienamente dell’amore di Cristo quando facciamo la volontà di Dio che ci dà la possibilità di proseguire nel cammino.
 
Quando ci lasciamo guidare dai nostri bisogni, quando a guidarci non è la volontà di Dio, allora abbiamo detto che non viviamo il tempo che ci è stato dato, ci proiettiamo in avanti, nel futuro, e sperimentiamo un costante stato di ansia che è rafforzata da una logica, quella del fai da te, che è deleteria perché spesso ci fa fare scelte sbagliate che vengono e sono alimentate da un’insicurezza di fondo.
 
È importante per questo che ora iniziamo a mettere sotto la luce quali sono i sintomi di chi non fa la volontà di Dio, ricordi quando abbiamo detto, all’inizio del nostro cammino, che alle nostre paure, ai nostri sbagli, alle nostre insicurezze dovevamo dare un nome per poterle affrontare? Ecco dobbiamo fare la stessa cosa oggi con i “sintomi”, i quali ci permettono di capire se ci stiamo allontanando da Dio o meno… facciamolo subito.
 
Ci faremo aiutare, come sempre, dalla Parola di Dio; leggiamo il brano biblico che ci propone il Libro del Deuteronomio al capitolo 28 versetti 64-68, cosi dice:” Il Signore ti disperderà fra tutti i popoli, da un'estremità fino all'altra; là servirai altri dei, che né tu, né i tuoi padri avete conosciuti, dei di legno e di pietra.  Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi; là il Signore ti darà un cuore trepidante, languore di occhi e angoscia di anima.  La tua vita ti sarà dinanzi come sospesa a un filo; temerai notte e giorno e non sarai sicuro della tua vita.  Alla mattina dirai: Se fosse sera! e alla sera dirai: Se fosse mattina!, a causa del timore che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno.  Il Signore ti farà tornare in Egitto, per mezzo di navi, per una via della quale ti ho detto: Non dovrete più rivederla! e là vi metterete in vendita ai vostri nemici come schiavi e schiave, ma nessuno vi acquisterà.”
 
Questo poche righe sono fondamentali per comprendere lo stato del tuo vivere quotidiano di fronte alla volontà del Signore, perché tutto ciò che vivi è importante ai Suoi occhi.
 
I sintomi che ricaveremo da questo brano e che ricercherai nella tua vita non devono essere interpretati in modo sbrigativo, vedi non ti scordare che una scelta giusta o sbagliata che sia, ti porterà sempre ad una conseguenza che non avevi calcolato, prendi tempo. Ti porto un esempio, se sei fidanzato/a ma non vivi il tuo fidanzamento in modo equilibrato, quindi lasci che le tue insicurezze vengano fuori, ti fai guidare dalla fretta potresti prendere decisioni avventate solo per timore di ciò che potresti vivere in un futuro; mi spiego meglio, non sei innamorato/a, oppure il tuo/a fidanzato/a non ti edifica, non ti aiuta a maturare, non condivide con te un percorso cristiano oppure lo vuole fare con il”fai da te”, e tu per non rimanere solo/a continui a starci e fissi pure la data del matrimonio (decisione avventata); questo è un esempio tipo, ma ti vorrei chiedere, sarà felice la persona che prende questa scelta? …pensaci…
 
Spesso non riesci a comprendere il limite delle tue azioni, allora magari sei sposato ma vuoi fare il migliore amico della moglie/fidanzata di un altro, non sai stare nel tuo posto, non sai stare nel tuo tempo; questo causerà equivoci, instillerà la malizia che genererà sentimenti confusi e divisione…attento/a, attento/a, attento/a; frutto della mitezza è il dominio di sé che è un dono dello Spirito Santo, prega e chiedi fortemente questo dono.
 
Sappi che non tutto si risolve spiritualizzando gli eventi della vita, un problema rimane tale anche se preghi, Dio ti chiede che tu nella prova diventi un cristiano concreto, che fa scelte e compie atti  concreti; allora se sei sposato e hai la tendenza e la sindrome “del migliore amico/confessore” il Signore ti chiede di fare scelte concrete, ricordati che la tua felicità sta nel tuo matrimonio e forse quella tendenza è un sintomo di un malessere che va affrontato con tua moglie e non rifugiandoti in “luoghi” e “persone” che non ti daranno la felicità. La preghiera sostiene le scelte e ti dà la forza di compierle, la preghiera è il tuo motore ma le scelte le devi fare tu.
 
Vediamo, insieme, di capire meglio le parole di questo brano:
 
1)      Il Signore ti disperderà…”, significa che ti lascerà nella tua condizione di prova, difficoltà, errore. Queste parole ci indicano una mancanza di unità, cioè uno stato di vita non integro, senza equilibrio. Ti ho detto le volte scorse diffida di chi è “tutto spirito” o “tutta carne”;
 
2)      Servirai altri dei…”, significa che devi stare attento a tutte quelle situazioni da cui dipendi e che non ti lasciano libero. Le schiavitù spirituali ed umane  generano ambiguità e una grande commistione tra le cose di Dio e le cose del mondo. Allora potresti trovarti a vivere una relazione extraconiugale ma andare tranquillamente alla S.Messa con tua moglie e i tuoi bambini, oppure vivere momenti intensi di preghiera e, poi giudicare, sparlare di un tuo amico, fratello con tutti quelli che incontri;
 
3)      Non troverai sollievo…”, ci riporta alla condizione di vita di chi non si accontenta mai, sempre accompagnato da uno stato d’agitazione che nasconde confusione ed non accettazione, insoddisfazione di se stesso e della propria vita;
 
4)      Non ci sarà luogo di riposo…”, significa avere uno stato d’animo irrequieto, tipico di persone che hanno il timore di mettere radici; ad esempio, se hai capito che quella ragazza/o  è la donna/uomo della tua vita, cosa stai aspettando?... nessuno farà scelte per te, forza decidi ora;
 
5)      Il Signore ti darà un cuore trepidante…”, ecco che questo è un sintomo importante, l’avere il cuore sempre agitato il quale genera ira per ogni sciocchezza. Ricordati che quando vivi le scelte della tua vita con  Dio il frutto è la pace, è questa che assapori quando imbocchi la via giusta;
 
6)      Languore di occhi e angoscia di anima…” Gli occhi non sono a fuoco e vedono male. Ci si troverà ad avere uno sguardo distorto della realtà… sempre pessimista e mai positivo;
 
7)      La tua vita ti sarà dinanzi…”, quando fai una scelta questa deve essere stata preceduta da un percorso in cui ti sei confrontato/a, hai pregato, hai meditato e fatto discernimento, quindi una volta presa una decisione sei chiamato a rispettarla con maturità, non fare come chi sceglie di sposarsi e poi, a nozze fatte e consumate, si accorge che forse non era il tempo per lui/lei; Stare nella volontà di Dio fa vivere nell’abbandono e non c’è spazio per il ripensamento. L’uomo e la donna che si affidano vivono gustando il presente, con la certezza che Dio sa ciò che fa e che quindi ciò che stanno vivendo è il meglio per loro.
 
8)      Temerai giorno e notte…”, quando hai paura di tutto ciò che fai allora non stai nella volontà di Dio;
 
9)      Non sarai sicuro…”, ci indica una mancanza di fiducia, credi di essere un figlio di Dio che è custodito dal Suo amore? Perché se cosi non è, se non stai lavorando su questo aspetto della tua vita, allora questo ti porterà a rimandare sempre le scelte importanti e sperimenterai costantemente la scontentezza;
 
10)  Alla mattina dirai: se fosse sera! e alla sera dirai: se fosse mattina!”, ecco che questo è il sintomo di chi sta continuamente fuori tempo, “sei fidanzato ma vuoi gia sposarti, ti sei appena sposato ma vuoi già dei figli, hai un figlio e vuoi subito il secondo”, insomma la tua vita è un continuo fuggire dal presente;
 
11)  A causa del timore che ti agiterà il cuore…”, il timore e l’agitazione li sperimenti quando rifiuti la tua realtà, quando diventi cieco di fronte alle evidenze della tua vita, questo ti porta ad un quotidiano caratterizzato dalla ricerca continua di conferme;
 
12)  Il Signore ti farà tornare in Egitto…”, se non chiedi i doni del dominio di sé, della sapienza, della mitezza e attraverso questi non fai scelte concrete piano piano tornerai alla situazione di vita in cui eri prima di incontrare Dio, la paura della scelta ti porterà a cadere nel compromesso. Tornare indietro ti fa sperimentare il deserto, se non fai scelte mature sei destinato a rivivere sempre le stesse situazioni.
 
 
Fratello/sorella… scegli, scegli il bene, fallo ora… fermati, smetti di leggere per un secondo, e chiedi a Dio la forza di scegliere il bene nella situazione di vita che stai vivendo, affidagliela.
 
 
Investi in una vita equilibrata, fare la volontà di Dio ti porterà ad una maturità umana e spirituale, ti permetterà di scegliere la felicità e compiere scelte radicali.
 
Prima di concludere vorrei darti degli strumenti di discernimento che potrai utilizzare per fare la volontà di Dio, tutto passa nella capacità di saper separare durante una scelta, vediamo come:
 
a)      Di fronte ad una situazione raccogli informazioni, tutto è importante, il contesto in cui vivi quella specifica circostanza e i dati concreti, analizza tutto ma fallo mettendo da parte le emozioni. Esempio: “stare con una persona, non provando un sentimento concreto, ma solo perché altrimenti resteresti solo” è una scelta guidata da emozioni;
 
b)      Fatti una domanda, “se scelgo la felicità che cosa devo eliminare nella mia vita”?
 
c)      Mettiti nell’indifferenza, guarda le tue cose da un altro punto di vista. Spesso la visione che hai della tua vita è falsata, devi arrivare al dunque guardandoti con gli occhi di un altro “esterno”;
 
d)     Prendi delle scelte;
 
e)      Non fare da solo, affida la scelta che fai prima a Dio e poi a chi può aiutarti;
 
f)       Agisci, non si va da Dio a giochi compiuti, ma si va prima; cerca un sacerdote che ti aiuti a comprendere quali passi è giusto fare, sappi che il prete non lo è per se stesso ma per gli altri, anche per te.
 
 
 
Allora ti saluto augurandoti scelte concrete e pregando che l’azione di Dio si manifesti nel tuo “SI” a Lui e alla Sua volontà,
 
 
Salute e pace!

scarica in pdf

 Se vuoi lascia un tuo commento...
               Il messaggio sarà totalmente privato   
Torna ai contenuti | Torna al menu