Messaggio 10 - 120115 - San Pietro

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Catechesi Boanerghes
 

10° Appuntamento con le Catechesi per i giovani “Boanerghes”
 
Brevi spunti per la riflessione
 
Tempo di Natale
 
p. Stefano Cogoni
 
 Convento Frati Minori Sassari - 15.12.2014
 
 

 
Bentornato/a caro/a amico/a!
 
E’ arrivato il momento, in questo cammino intrapreso insieme, di fermarsi perché è giunto il tempo della contemplazione cioè il tempo di Natale in cui guardiamo in un bimbo il mistero grande di Dio in mezzo a noi.
 
Abbiamo “atteso” in tutte questo periodo di Avvento ed oggi ci ritroviamo, per grazia, a dover “accogliere”.. e si, caro fratello/sorella hai pensato che non eri buono/a a nulla o che avevi sbagliato molto nella tua vita o che non valesse più la pena combattere per qualche cosa o addirittura che la tua vita fosse un errore, invece c’è Qualcuno che ha atteso da sempre di essere accolto da TE.
 
Ti ricordi quando ci siamo detti quanto valesse la tua vita, quanto preziose fossero la tua storia, i tuoi errori, il tuo presente e le tue scelte.. ricordi?! Be, tutto il cammino fatto fino ad ora ha senso e trova pienezza solo se lasci che Gesù venga a nascere nel tuo Cuore.
 
Sei tu la grotta, sei tu il giaciglio di paglia ruvida in cui Dio ha deciso di far nascere Suo figlio.
 
Dio non ti vuole dimostrare nulla, Lui vuole solo agire e ti dà un segno che separa il tuo passato dal tuo futuro, San Paolo scrivendo ai Corinzi dirà: “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” (Seconda Lettera ai Corinzi cap. 5 versetto 17).
 
 
Nella prima domenica d’Avvento il Signore Dio attraverso le parole del profeta Isaia ci invita a prendere coscienza della nostra durezza di cuore a cui siamo soggetti in tanti momenti della vita. Una condizione questa che non ci porta mai a sperimentare la bellezza, la gioia e la vita di Dio in noi. Il cuore indurito (quello intestardito sulle proprie scelte) non fa passare la vita allora Gesù ci suggerisce nuovi modi per vivere, i quali ci conducono ad essere noi stessi, figli di Dio. Il Vangelo, poi, ci ha richiamato al rimanere vigili, a vegliare; non giustificare le tue mancanze e non pensare che tutto sia scontato.
 
 
Nella seconda domenica d’Avvento la Chiesa si affida ancora alle parole che Dio ha suggerito al profeta Isaia ed attraversi di lui, il Signore dice: “Consolate il mio popolo”. Questo chinarsi di Dio verso di noi ci deve portare ad avere coscienza del nostro stato di vita, ci fa capire che alcune condotte, alcune scelte, alcune frequentazioni non sono più buone, non vanno più bene.
 
La mediocrità che viviamo quando conduciamo una vita colma di contraddizione, non è sopportata da Dio.
 
Nel Vangelo troviamo la conferma che ogni cuore può convertirsi, tutti possono cambiare vita… allora non ti auto castrare, sfida la vita, è tempo di interrompere il “vecchio” per iniziare il “nuovo” che dovrà essere forte dell’esperienza passata ma non ne avrà più la sostanza perché avrai lasciato quelle cose che ti rendevano infelice.
 
 
La terza domenica d’Avvento è un giorno di festa, un giorno di gioia: Dio ti dice che il Suo Spirito è sopra di te, per questo ti ha unto (Sacramento del Battesimo) e ti ha inviato (Sacramento della Confermazione); allora gioisci perché arriva ciò che desideri e cioè la possibilità di una gioia piena.
 
Prendi coscienza che tutto ciò che hai vissuto di buono è venuto da Dio e da Lui soltanto.
 
Nel Vangelo San Giovanni Battista si definisce “non degno neanche di sciogliere il laccio del sandalo di Gesù”, dice di non essere lo Sposo ma soltanto la Sua Voce.
 
Vedi, la testimonianza quella che ti porta a sentirti colmo si traduce in uno stato di vita, in una scelta di vita… basta apparenze, basta essere portatori di fiumi di parole. La testimonianza che il Signore ti ha chiamato a dare nel tuo quotidiano è un carisma: serve a te e serve ad edificare la Chiesa, la società in cui vivi.
 
 
Nell’ultima domenica di questo tempo d’attesa troviamo il profeta Natan nell’atto di annunciare al popolo che Dio è interessato solo all’uomo. Non Gli importa di edifici fatti di pietra ma vuole vivere la tua storia affinchè diventi la Sua Dimora.
 
 
Vedi caro amico/a, se riflettiamo bene, ci rendiamo conto che la nostra vita è fragile, ruvida come la paglia della grotta ma è il luogo prediletto, il luogo imperfetto ma unico dove Dio ha deciso di far nascere Gesù. La tua vita storta può migliorare se fai verità  e scegli di cambiarla con Dio. Nel Vangelo della quarta domenica viene presentata la Vergine Maria non come una super donna ma come una normalissima ragazza raggiunta da una logica non umana.
 
Oggi, come 2000 anni fa, un angelo ti annuncia che Dio vuol far nascere il Suo Figlio Unigenito nella tua esistenza ed alla tua paura, al tuo stupore, alla tua incredulità risponde con forza, dicendoti che “NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO”.
 
Allora, lo fai nascere Gesù o ti limiterai solo ad addobbare l’albero, a preparare il cenone di capodanno e fare la calza della befana per i tuoi nipoti, il tuo fidanzato/a, i tuoi figli?
 
 
Con gli auguri del Santo Padre e unendomi a lui ti auguro un Santo Natale:
 
 
“ Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima. L’albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita. Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita. La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
 
Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità. Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore. La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore. Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai. La musica di natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te. Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
 
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri. Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
 
Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te. Un buon natale a tutti coloro che assomigliano al natale”.
 
Papa Francesco
 
 
 
Salute e pace.

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